Dalla “Voce” del 12 aprile 2007, l’ex Deputato ed oggi Responsabile Commissione Lavoro dei DS auspica che cambi l’art.132, ma che non sia retroattivo.

 

“Non giocate con  la democrazia”

 

Gasperoni appoggia il passaggio dei sette Comuni sostenendo che “Non si può ignorare la volontà che viene espressa, né possono essere adottati sotterfugi che la mettano in discussione”.

 

 

“Ero e resto convinto che i problemi di collocazione geografica posti al centro del passaggio da una Provincia ad un’altra, di diversa Regione, in Valmarecchia come altrove, si possano risolvere realizzando forme inedite di autonomia amministrativa e funzionale, senza ricorrere a, sempre dolorose e difficili modifiche di confini”, spiega Piero Gasperoni, ex deputato DS. “Ma la questione oggi è un’altra, e non è di carattere tecnico, ma squisitamente politico: può la politica prescindere dall’esito di quel referendum senza mostrarsi arrogante verso migliaia di cittadini che legittimamente hanno partecipato ad una consultazione referendaria, solo perché il referendum aveva carattere consultivo?

So bene, e mi auguro che valga altrettanto per i cittadini della Valmarecchia, che il referendum non è in sé risolutivo e che i livelli istituzionali preposti, a partire dalla sovranità del parlamento, possono decidere all’opposto di come si sono espressi i cittadini di quei sette comuni, ma considererei utile riflettere attentamente sugli effetti che potrebbero prodursi con l’adozione di decisioni che non vedano partecipi quelle popolazioni”. Gasperoni annuncia: “Attenzione a non giocare con gli strumenti della democrazia”. Infatti secondo l’ex deputato “la politica, a partire da chi la rappresenta ai massimi livelli istituzionali, dovrebbe non sottovalutare e raccogliere l’accorato appello del Presidente della Repubblica, pronunciato nel discorso di fine anno, a colmare il preoccupante distacco tra cittadini e politica”. “Quando in conformità alla legge, le istituzioni locali chiamano i cittadini a pronunciarsi su un qualsiasi problema, non si può ignorare la volontà che viene espressa, né possono essere adottati sotterfugi che la mettono in discussione, senza provocare una rottura nella credibilità della politica e delle istituzioni, se così fosse, come potrebbero, quei cittadini, non sentirsi defraudati della loro aspirazione espressa con tanta nettezza? Certo, quella norma costituzionale è in discussione e potrebbe essere cambiata, ed è auspicabile che ciò avvenga, e che vi si prevedano quegli accorgimenti istituzionali che rendano più flessibile la ricerca di soluzioni adeguate per tante realtà di confine, ma serietà e coerenza”, conclude Gasperoni, “vogliono che quella volontà espressa trovi le dovute, positive conclusioni, e c’è da augurarsi che il Parlamento esamini il più rapidamente possibile il Ddl, presentato al riguardo dal Governo, il quale ha così coerentemente ottemperato al proprio dovere istituzionale”.

“Non si può ignorare la volontà che viene espressa, né possono essere adottati sotterfugi che la mettano in discussione”.